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11 ottobre 2026
Libri: Il 'caso Ranucci' e il potere
Notizie, In evidenza
È arrivato nelle librerie, pubblicato da Supernova Edizioni nella collana «Le Vele», «Report, sporcare la vittima. Sigfrido Ranucci e il potere che non sopporta di essere osservato», il saggio scritto dai giornalisti Marco Milioni e Gianluca Prestigiacomo, con la prefazione di Gianluca Amadori.
Il libro prende le mosse dall'attentato subìto da Sigfrido Ranucci e dalla sua famiglia nell'ottobre 2025, nonché dagli sviluppi giudiziari e mediatici che hanno successivamente investito il giornalista e la trasmissione Report: fino alla decisione della Rai di sostituirlo alla conduzione del programma. La ricostruzione di questi avvenimenti conduce gli autori a interrogarsi su un fenomeno che attraversa la storia italiana e investe direttamente la qualità della vita democratica: il processo attraverso il quale chi esercita una funzione di controllo sui poteri politici, economici e istituzionali può diventare a sua volta oggetto di una progressiva delegittimazione.
L'espressione «sporcare la vittima» descrive un meccanismo nel quale l'attenzione pubblica si sposta gradualmente dall'aggressione subita alla persona che l'ha subita. Le sue frequentazioni, le fragilità, le relazioni personali e le eventuali contraddizioni vengono isolate e ricomposte all'interno di una narrazione capace di modificarne la percezione pubblica, fino a rendere la vittima stessa destinataria di sospetti.
Attraverso il confronto con vicende differenti della storia italiana, gli autori analizzano le forme che tale processo può assumere, senza presupporre necessariamente l'esistenza di una regia comune o sovrapporre responsabilità e contesti storici diversi.
La vicenda Ranucci acquista così un significato che supera il destino professionale del singolo giornalista. La questione investe il rapporto tra informazione e potere, tra testate e fruitori del sistema dell'informazione, in ragione delle pressioni esercitate sulle redazioni. In altre parole, rimane drammaticamente aperto il problema della autonomia del servizio pubblico radiotelevisivo e del giornalismo in genere. Un problema che si pone in modo ancor più stringente quando con strumenti formalmente o apparentemente legittimi, dalle verifiche aziendali alle controversie giudiziarie, si producono conseguenze capaci di condizionare l'esercizio del giornalismo d'inchiesta e non solo di quello.
Milioni e Prestigiacomo affrontano questi temi distinguendo la critica professionale dalla delegittimazione personale, nella convinzione che la difesa della libertà di stampa non possa tradursi nell'attribuzione di una presunta infallibilità a chi esercita il mestiere di giornalista. La verifica delle fonti, il rispetto della verità sostanziale dei fatti e la responsabilità per gli eventuali errori rimangono princìpi irrinunciabili. Al tempo stesso, ogni contestazione deve essere sostenuta da elementi concreti e verificabili: evitando che il sospetto reputazionale possa sostituire l'accertamento di una responsabilità.
Il volume sviluppa inoltre una riflessione sulle condizioni strutturali dell'indipendenza giornalistica, affrontando il problema dei rapporti tra editoria, finanziamenti, interessi economici e influenza politica. Gli autori avanzano alcune proposte di riforma del sistema dell'informazione, tra le quali nuovi strumenti di sostegno al giornalismo indipendente e l'adozione di uno Statuto di garanzia del giornalismo d'inchiesta, capace di tutelare l'autonomia editoriale, la continuità delle redazioni, la riservatezza delle fonti e la sicurezza professionale di chi svolge attività investigativa.
Nella prefazione, Gianluca Amadori evidenzia proprio l'ampiezza della prospettiva adottata dai due autori: la vicenda di Report offre l'occasione per esaminare le molteplici forme di pressione che possono investire il giornalismo, senza rinunciare all'equilibrio necessario tra libertà di informazione, tutela della reputazione, garantismo e presunzione di innocenza.
«Report - sporcare la vittima» si rivolge dunque a un pubblico che va oltre gli spettatori della trasmissione e quanti hanno seguito la vicenda di Sigfrido Ranucci. Al centro del libro si trova una questione che riguarda direttamente ogni cittadino, ma pure il concetto di cittadinanza tout-court: su quali garanzie si può fare affidamento affinché il giornalismo continui, torni o cominci, a esercitare la propria funzione di controllo, anche quando le informazioni raccolte mettono in discussione interessi consolidati, responsabilità istituzionali e assetti di potere?
La libertà di stampa, nella prospettiva sviluppata dal saggio, non rappresenta una prerogativa concessa ai giornalisti, ma una condizione essenziale del diritto collettivo alla conoscenza. La sua effettiva tutela si misura anche nella capacità delle istituzioni e della società di accettare le conseguenze di un'informazione indipendente, soprattutto quando questa produce conflitto.
SCHEDA
Report, sporcare la vittima. Sigfrido Ranucci e il potere che non sopporta di essere osservato
Autori: Marco Milioni e Gianluca Prestigiacomo
Prefazione: Gianluca Amadori
Editore: Supernova Edizioni - Collana Le Vele
ISBN: 978-88-6869-496-8
Disponibilità: ordinabile in libreria e nei relativi portali da ottobre 2026 e in tutte le piattaforme online.
GLI AUTORI
Marco Milioni, classe 1973, vive e lavora a Vicenza. È stato per anni firma de Il Gazzettino e corrispondente dal Vicentino per Radio Rtl. Ha all'attivo collaborazioni con il Fatto quotidiano, il Domani e attualmente cura inchieste e approfondimenti in materia di ambiente, infrastrutture, economia e criminalità organizzata per le testate del gruppo Today.it e di VicenzaToday in particolare. Per Legalitaetica.org scrive di mafie e relazioni internazionali.
Gianluca Prestigiacomo, classe 1963, è operatore della Digos in quiescenza. Giornalista dal 2008 ha collaborato con Il Gazzettino e con il Fatto quotidiano. Direttore di legalitaetica.org è presidente cofondatore dell'«Osservatorio sul fenomeno delle mafie, laboratorio di economia e di etica politica» associazione fondata nel 1993. È anche componente del Consiglio di disciplina territoriale dell'Ordine dei giornalisti del Veneto.
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