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29 gennaio 2018
Askanews, ancora un duro colpo per il futuro della professione e dell'informazione
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I giornalisti e i poligrafici di Askanews hanno iniziato uno sciopero per denunciare il comportamento dell'azienda e dell'editore “che non garantiscono - a detta dei sindacati, in rappresentanza di 130 lavoratori tra giornalisti e poligrafici - il pagamento degli stipendi”.
Askanews, che dopo 50 anni di attività al servizio dell'informazione quotidiana è diventata una delle più importanti agenzie di stampa italiane, ora "rischia di spegnersi – scrivono i giornalisti in una lettera aperta – nonostante negli ultimi quattro anni, con responsabilità, siano stati accettati accordi di solidarietà, prepensionamenti e cassa integrazione". Il Cdr di Askanews ritiene “ingiustificato” il comportamento della società editrice di cui è azionista di riferimento Luigi Abete e come amministratore delegato, Daniele Pelli. Ovviamente i redattori attendono risposte dall'editore ma anche dal governo al quale rilanciano la richiesta per un incontro, chiedendo alle forze politiche e alle istituzioni “di prendere posizione su questa gravissima situazione, che non possono ignorare mentre è ancora aperta la gara per l'assegnazione dei lotti per le agenzie di stampa”. L'Ordine dei Giornalisti del Veneto, esprimendo solidarietà e vicinanza ai colleghi di Askanews, non può fare a meno di annotare come sia sempre più evidente che la crisi della professione continui ad andare di pari passo con la crisi del settore dell’editoria in Italia. E quello che potrebbe essere un antidoto alla emorragia di posti di lavoro, ovvero il giornalismo nativo digitale, appare ancora un fenomeno di difficile definizione.
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