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07 settembre 2020
Campagna elettorale, par condicio e pluralismo nell’informazione: il dovere della verità
In evidenza
Tutelare il diritto dei cittadini a farsi un’opinione completa e corretta sulle proposte e sulle posizioni delle forze in campo durante la sfida elettorale.
E’ il richiamo che Sindacato e Ordine dei giornalisti del Veneto rivolgono alle testate della regione al fine di garantire visibilità a tutti i soggetti politici in corsa, nello spirito dei precetti professionali sanciti dalle carte deontologiche.
Le emittenti radiotelevisive – comprese quelle locali nei cui bilanci il contributo pubblico spesso è una delle entrate più significative – sono inoltre chiamate al rispetto della legge sulla par condicio.
Le emittenti radiotelevisive – comprese quelle locali nei cui bilanci il contributo pubblico spesso è una delle entrate più significative – sono inoltre chiamate al rispetto della legge sulla par condicio.
La normativa si attua in maniera diversificata a seconda della natura delle trasmissioni: nei programmi di comunicazione politica la parità tra i candidati alle elezioni deve essere assoluta, nei programmi di informazione va seguito il principio generale del rigoroso rispetto della pluralità dei punti di vista e della necessità del contraddittorio, dando spazio a tutte le voci in campo.
«Una informazione obiettiva e imparziale anche in politica, oltre a essere un dovere per il giornalista, è una delle condizioni essenziali di un Paese che voglia dirsi democratico. L’osservanza di questi criteri – concludono Sindacato e Ordine – risponde appieno al requisito della verità, quale cardine irrinunciabile del diritto di cronaca».
«Una informazione obiettiva e imparziale anche in politica, oltre a essere un dovere per il giornalista, è una delle condizioni essenziali di un Paese che voglia dirsi democratico. L’osservanza di questi criteri – concludono Sindacato e Ordine – risponde appieno al requisito della verità, quale cardine irrinunciabile del diritto di cronaca».
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