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06 febbraio 2020
Dal 1° aprile “foglio rosa” per gli aspiranti pubblicisti
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Novità in vista, dal prossimo 1° aprile, per chi vuole chiedere l'iscrizione all'elenco pubblicisti. Il Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti ha approvato, nella seduta del 28 gennaio 2020, un documento di "Integrazione alle linee guida per aspiranti pubblicisti" che prevede l'istituzione di un "registro per aspiranti pubblicisti".
A partire dal 1° aprile 2020, ogni aspirante pubblicista sarà tenuto a presentare "comunicazione di inizio attività al Consiglio regionale competente": tale comunicazione e la conseguente iscrizione al registro, costituiranno uno dei requisiti necessari per ottenere l'iscrizione all'elenco pubblicisti al termine del biennio previsto dall'artcolo 35 della legge professionale n. 69 del 1963.
Per gli aspiranti pubblicisti è previsto anche un percorso formativo, con corsi di preparazione della durata di 20 ore nell'arco del biennio.
"Sarà una specie di “foglio rosa” per accedere all’Ordine dei Giornalisti, una rivoluzione delle regole dettata dalla necessità di migliorare i profili professionali dei nuovi entranti; soprattutto per quanto riguarda la deontologia - spiega il presidente del Cnog, Carlo Verna - E’ l’affermazione della linea riformista del Cnog che fa seguito all’elaborazione di una proposta di riforma complessiva della professione giornalistica che deve essere esaminata dal legislatore e che, con questa freccia in più al nostro arco, possiamo fondatamente sostenere debba avvenire al più presto”.
Il registro degli aspiranti pubblicisti prevede una comunicazione di “inizio attività” da presentare all’Ordine regionale competente: l’aspirante pubblicista dovrà indicare la testata (o le testate) con cui si inizia la pubblicazione degli articoli, impegnandosi a comunicare eventuali variazioni nel corso del biennio.
Dovranno iscriversi al registro anche coloro che hanno iniziato il percorso per diventare giornalista pubblicista a partire dal primo gennaio 2019, mentre sarà esentato chi ha avviato una collaborazione con testate giornalistiche in data antecedente.
A conclusione del biennio l’aspirante pubblicista dovrà documentare l’attività svolta come previsto dalla legge, seguendo le modalità d’iscrizione indicate dall’Ordine regionale.
Per gli aspiranti pubblicisti è previsto anche un percorso formativo, con corsi di preparazione della durata di 20 ore nell'arco del biennio.
"Sarà una specie di “foglio rosa” per accedere all’Ordine dei Giornalisti, una rivoluzione delle regole dettata dalla necessità di migliorare i profili professionali dei nuovi entranti; soprattutto per quanto riguarda la deontologia - spiega il presidente del Cnog, Carlo Verna - E’ l’affermazione della linea riformista del Cnog che fa seguito all’elaborazione di una proposta di riforma complessiva della professione giornalistica che deve essere esaminata dal legislatore e che, con questa freccia in più al nostro arco, possiamo fondatamente sostenere debba avvenire al più presto”.
Il registro degli aspiranti pubblicisti prevede una comunicazione di “inizio attività” da presentare all’Ordine regionale competente: l’aspirante pubblicista dovrà indicare la testata (o le testate) con cui si inizia la pubblicazione degli articoli, impegnandosi a comunicare eventuali variazioni nel corso del biennio.
Dovranno iscriversi al registro anche coloro che hanno iniziato il percorso per diventare giornalista pubblicista a partire dal primo gennaio 2019, mentre sarà esentato chi ha avviato una collaborazione con testate giornalistiche in data antecedente.
A conclusione del biennio l’aspirante pubblicista dovrà documentare l’attività svolta come previsto dalla legge, seguendo le modalità d’iscrizione indicate dall’Ordine regionale.
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